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A proposito dei tagli - documento redatto dagli insegnanti

Gli insegnanti dell’I.T.A.S. di Bergamo intendono con questo documento entrare nel merito dei problemi creati dalla riforma Tremonti – Gelmini e contribuire a una discussione collettiva che coinvolga gli operatori della scuola, le istituzioni locali, il pubblico delle famiglie.

 

Gli insegnanti precisano che:

 

 

  • Le riduzioni di orario, già operative dal prossimo anno scolastico per le classi fino alla quarta, non sono accompagnate a tutt’oggi da alcuna indicazione didattica, metodologica o di contenuto, tranne la generica raccomandazione di lavorare alla valutazione per competenze, peraltro contraddetta dalle riduzioni stesse che incidono quasi esclusivamente nell’area professionale in cui dovrebbe formarsi il nucleo centrale delle competenze di un tecnico.

 

  • Ciò evidenzia, se ancora vi fossero dubbi, la motivazione esclusivamente economica e di risparmio della riforma, e a nostro avviso rivela la debolezza di una scelta che porta in un momento di crisi a “tagliare” in un settore strategico per ogni ipotesi di ripresa dello sviluppo economico (e culturale) del paese.

 

  • Tale miopia è aggravata dal fatto che i tagli avvengono sia nelle ore di laboratorio (come si evince dal coinvolgimento nelle riduzioni anche delle classi di concorso degli insegnanti tecnico pratici, in questo modo si risparmia il doppio) che nelle ore delle discipline di base. In particolare per quanto riguarda matematica e fisica la riduzione non tiene conto del tetto del 20% massimo ed è in contraddizione con quanto avverrà quando la riforma sarà a regime.  

 

 

Di conseguenza, gli insegnanti ritengono non sia loro compito entrare nel merito dell’articolazione delle riduzioni stesse, perché ciò darebbe copertura a una riforma indifendibile, che si tradurrà in un danno netto per l’istruzione pubblica, specificatamente quella tecnica, e genererebbe inevitabili differenze fra scuole dello stesso ordinamento. Inoltre, le riduzioni incideranno sulla nostra situazione lavorativa, e non ci sembra giusto dare adito a divisioni fra noi in difesa di interessi legittimi ma comunque singoli, mentre il problema è di portata più complessiva e deve uscire dalla scuola per coinvolgere tutti quelli, persone e istituzioni, che al buon funzionamento della Scuola sono interessati.

 

Pertanto, nel ribadire il nostro ruolo di leali servitori dello Stato, che adempiranno comunque ai doveri che la legge di riforma ci imporrà, come è inevitabile e giusto in una democrazia, riaffermiamo il nostro diritto/dovere di critica a scelte a nostro parere nefaste (e anche questo è democrazia) .

 

Il dibattito pubblico sui limiti e i problemi della futura riforma ci appare prioritario rispetto a ogni pur inevitabile e giusta politica di limitazione del danno. Nel frattempo chiediamo con forza che gli autori e i fautori ad ogni titolo della riforma stessa e le dirigenze scolastiche sul territorio si prendano fino in fondo la propria responsabilità e producano al più presto un’ipotesi articolata di riorganizzazione dei curriculi uniforme a livello territoriale sostanziata di scelte didattiche e non semplicemente fatta di tagli aprioristici o peggio legati a contingenze locali.

 

Bergamo 18-06.2010

 

Il documento è stato approvato all’unanimità (1 astenuto)

 

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